Dal 12 agosto 2026 molti siti americani non spediscono più in Europa: cosa è cambiato davvero?

11.08.26

Se in questi giorni hai provato a ordinare ricambi da un sito statunitense e ti sei visto rifiutare l’indirizzo italiano al checkout, non è un problema tecnico e non è temporaneo.

Cosa è entrato in vigore

Il 12 agosto 2026 è diventato applicabile il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di
imballaggio, la cosiddetta PPWR.


Tra le altre cose, il regolamento stabilisce che chi vende a distanza da un paese extra UE verso un
cliente europeo è responsabile degli imballaggi che immette sul mercato. In concreto, negli Stati
membri in cui vende senza esservi stabilito, deve iscriversi al registro dei produttori e nominare un
rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore, secondo l’articolo 45 del
regolamento e le norme nazionali di attuazione.


Ciascuno. Non uno per l’Unione europea. Per un rivenditore americano che spedisce in venti paesi
europei significa venti registrazioni, venti rappresentanti, venti contributi ambientali da versare e adempimenti in venti lingue diverse.


Molti hanno fatto il conto e hanno semplicemente chiuso le spedizioni verso l’UE.


Non è la prima volta che succede. A dicembre 2024 era già accaduto con il Regolamento generale
sulla sicurezza dei prodotti (GPSR), che impone a ogni prodotto venduto a un consumatore europeo
di avere una persona responsabile stabilita nell’Unione. Anche in quel caso diversi rivenditori
statunitensi preferirono rinunciare al mercato europeo piuttosto che strutturarsi.

Cosa invece non è cambiato

Qui nasce l’equivoco più diffuso di queste settimane. Non è stato vietato nulla:


● i ricambi americani si possono importare
● si possono vendere in Italia
● si possono montare


Non è una barriera commerciale e non è un divieto. È uno spostamento di responsabilità, dal
soggetto che spedisce al soggetto che immette il prodotto sul mercato europeo. Se quel soggetto è
stabilito nell’Unione europea, la catena è in regola e tutto continua a funzionare come prima.

Cosa cambia concretamente per chi ordinava da solo

Ordinare direttamente oltreoceano ha sempre avuto un conto più lungo del prezzo che si legge a
schermo:


Dazio all’importazione, variabile in base alla voce doganale del pezzo
● IVA al 22%, calcolata su merce, trasporto e dazio, quindi non solo sul prezzo del ricambio
● Diritti di sdoganamento e spese di gestione applicati dal corriere, spesso comunicati solo
al momento della consegna
● Tempi, tra spedizione, giacenza doganale e consegna finale
● Il reso, che è il punto più doloroso: pezzo sbagliato significa rispedizione negli Stati Uniti a
proprie spese, quasi sempre più cara del pezzo stesso


E c’è un costo che non compare in nessun preventivo, perché si manifesta solo quando qualcosa va
storto.

Il ricambio giusto non è sempre quello che sembra

Sui veicoli americani l’identificazione del codice è il punto in cui si perdono più soldi, molto prima
del prezzo del pezzo.


Lo stesso modello può avere componenti diversi a seconda dello stabilimento di produzione,
dell’allestimento, della motorizzazione e persino del periodo dell’anno: negli Stati Uniti è normale
che un model year si divida in due varianti, con pezzi non intercambiabili tra la prima e la seconda
parte della produzione. A questo si aggiungono i codici opzione, che sui marchi americani
determinano differenze reali sotto la carrozzeria tra due veicoli apparentemente identici.


Un catalogo online non può risolvere queste differenze da solo, perché lavora su modello e anno. Il
VIN sì.

Noi partiamo da lì: attraverso i sistemi ufficiali dei costruttori risaliamo dal numero di telaio alla
configurazione esatta del veicolo e al codice originale del ricambio.


La differenza pratica è semplice: se ordini il pezzo sbagliato a poche ore da qui, lo cambi. Se lo
ordini dall’altra parte dell’oceano, la rispedizione costa più del ricambio, e quel costo cancella
qualsiasi risparmio ottenuto sull’acquisto.

Come funziona acquistando da Magnus

Magnus SRL è un importatore stabilito in Italia. Quando un ricambio entra nel paese attraverso di
noi, gli adempimenti li assolviamo noi: dichiarazione doganale, dazio, IVA all’importazione,
contributo ambientale sugli imballaggi, obblighi in materia di sicurezza del prodotto.


Per chi acquista, le differenze pratiche sono quattro:

  1. Un prezzo finale unico, già sdoganato, senza conguagli o sorprese alla consegna
  2. Fattura italiana, con IVA detraibile per aziende e officine
  3. Resi e garanzia gestiti in Italia, senza rispedizioni oltreoceano
  4. Supporto nell’identificazione del codice corretto, a partire dal VIN del veicolo

Domande frequenti

Posso continuare a ordinare da solo dagli Stati Uniti?

Dipende dal venditore: alcuni continuano a spedire in Europa, altri no. Il punto da considerare è
però un altro. Quando importi in proprio, l’importatore sei tu: dichiarazione doganale, dazio, IVA e
responsabilità sul prodotto ricadono su di te, e in caso di pezzo errato o difettoso il reso resta a tuo
carico verso gli Stati Uniti.

Ho un ordine partito prima del 12 agosto: arriva?

In genere sì, se ha già lasciato il territorio statunitense. Le spedizioni non ancora partite vengono
normalmente annullate e rimborsate dal venditore.

I ricambi americani sono ancora legali in Italia?

Sì. La normativa applicabile dal 12 agosto non vieta i prodotti: cambia il soggetto che si assume gli
obblighi legati alla loro immissione sul mercato europeo. Importarli, venderli e montarli resta
possibile esattamente come prima.

Quanto tempo serve oggi per ricevere un ricambio americano?

Dipende dalla disponibilità. Su quanto è già presente in magazzino in Italia la consegna è in 24/48
ore. Su quanto va approvvigionato dagli Stati Uniti i tempi sono quelli dell’importazione.

Se hai un’officina o un’attività

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diretta al tuo cliente. Scrivici per le condizioni.

Se cerchi un ricambio per la tua auto

Inviaci il VIN del veicolo e il pezzo che ti serve: ti aiutiamo a individuare il codice corretto e ti diamo
un prezzo finale, IVA e sdoganamento inclusi.

Per qualsiasi dubbio su come funziona oggi l’importazione dei ricambi americani, scrivici: info@magnus-group.it

Magnus SRL · VIA TRE CASE 68, 35013 CITTADELLA PD · P.IVA IT05500820286 · Importatore di ricambi per veicoli di produzione statunitense.

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